La disoccupazione americana frena le Borse

L’allarme lavoro adesso risuona forte e chiaro anche in Borsa. Tra i dati che ieri hanno contribuito a far scendere rapidamente i listini europei e americani, oltre alla mai risolta crisi dei debiti sovrani, c’è infatti l’ennesimo dato negativo sul mercato del lavoro statunitense. di Pietro Romano Leggi Il Pdl pressa Tremonti sulle pensioni e lui si rifugia dai lupi leghisti
18 AGO 20
Immagine di La disoccupazione americana frena le Borse
Secondo l’indagine di Bruxelles, la settimana lavorativa dei dipendenti contrattualizzati a tempo pieno nell’Unione europea a 27 membri, che rappresentano i tre quarti circa dell’intera forza lavoro europea, l’anno scorso è stata fissata a 38 ore, con una crescita di 0,1 ore a settimana rispetto all’anno precedente e l’Italia è perfettamente in linea con i suoi partner. Nell’Europa a quindici la media è salita a 37,6 ore a settimana, con il nostro paese tra i primi della classe, quindi; infine nei dodici nuovi stati membri, entrati nell’Ue tra il 2004 e il 2007, la media è risultata pari a 39,7 ore; la differenza tra vecchi e nuovi membri l’anno scorso si è ridotta da 2,2 a 2,1 ore a settimana.

Ancora più evidente emerge la nuova tendenza dell’Europa del lavoro quando dai tempi previsti dai contratti si passa alle ore effettivamente lavorate per settimana. Nell’Europa a 27 la media settimanale di ore lavorate ha toccato quota 39,7 contro le 38 ore previste dai contratti. Per quanto riguarda l’Italia le ore lavorate effettivamente nella settimana sono state 38,5. Nell’Europa a 15 la media è risultata di 39,4 ore, vale a dire 1,8 ore più dei tempi definiti per contratto; tra i nuovi membri di 39,9 ore, appena sopra gli accordi vigenti nel gruppo di stati. La Romania è il paese dove si è lavorato maggiormente, con 41,3 ore, seguita da Lussemburgo, Regno Unito, Polonia e Germania. Con 37,8 ore in coda alla classifica è risultata la Finlandia. Quando si passa alle ore lavorate su base annua, dove incidono anche il numero di ferie e festività, la media europea è risultata di quasi 1.715 ore, con l’Europa a 15 ferma a 1.686 ore (ma l’Italia fa meglio, con 1.695 ore) e i nuovi membri a 1.830 ore.

Importante anche la parte della ricerca che riguarda le ferie e le festività, in queste ore al centro del dibattito sulla manovra anti crisi in Italia. Con 28 giorni di ferie all’anno assicurate mediamente per contratto il nostro paese è secondo solo a Danimarca e Germania, che ne contano 30, contro una media comunitaria di poco superiore ai 25 giorni e, in coda alla classifica, con venti giorni, Cipro ed Estonia. Le nove festività, invece, mettono il nostro paese un gradino al di sotto dei partner europei, fermi a 9,6 festività all’anno.

Tra ferie e festività
in testa alla classifica rimangono Danimarca e Germania, con 40 stop complessivi, seguite dall’Italia a 37, via via fino alla Romania con 27 contro una media europea di 34,4 giorni, 35,7 nell’Europa a 15 e 29,6 nei nuovi membri.
di Pietro Romano